Faq

Per un trauma risalente ad alcuni anni ho perso una parte dell’indice

Q: Per un trauma risalente ad alcuni anni ho perso una parte dell’indice. Per me è un problema. Si può ricostruire?

A: Una ricostruzione microchirurgica è sempre possibile varie metodiche possono essere proposte. In ogni caso sarà un trattamento impegnativo e per il chirurgo e per il paziente che deve essere fortemente motivato.

Cordone sul palmo della mano

Q: Da qualche tempo si è formato un cordone sul palmo della mano e non riesco ad estendere completamente l’anulare. Cosa posso fare?

A: In genere è una malattia di Dupuytren con retrazione aponevrosi palmare. In stadio iniziale può essere trattamento corretto atteggiamento astensionistico; se vi è limitazione funzionale con il paziente può essere concordata procedura chirurgica mini invasiva o recente trattamento infiltrativo con collagenasi.

Dolore al polso dopo caduta

Q: Dopo una caduta sul polso avverto uno scatto nella rotazione del polso con dolore sull’ulna. Cosa è accaduto? Cosa si può fare?

A: In un caso del genere è interessata l’articolazione radioulnare distale che entra in gioco nella rotazione (pronosupinazione) che è il movimento importante di questa articolazione. In genere vi è lesione dei ligamenti. In acuto va immobilizzato con tutore il polso: la RMN può essere utile. In cronico con dolore e instabilità necessaria ricostruzione chirurgica.

Polso rotto in età avanzata

Q: Mia mamma che ha 80 anni si è rotta il polso è stata immobilizzata con gesso pesantissimo che arriva fino all’ascella con polso flesso e deviato. Non riesce a muovere le dita ha dolore. Cosa si può fare?

A: Le fratture di polso negli anziani sono molto comuni. Il gesso chiuso con posizioni forzate può essere pericoloso per edema limitazione articolare danno microvascolare. Se la frattura è composta basta un tutore con gomito libero; se la frattura è notevolmente scomposta con prospettiva di limitazione funzionale rilevante anche per quanto possa riguardare la rotazione del polso (pronosupinazione) una procedura chirurgica con mano e polso liberi velocemente può essere la scelta adeguata.

Scafoide rotto

Q: Mi sono rotto lo scafoide. Mi hanno detto che la frattura è composta e che devo portare gesso prima comprensivo di gomito poi di avambraccio per circa 90 giorni.
Non posso essere immobilizzato così a lungo per il mio lavoro. Ci sono alternative?

A: La frattura di scafoide carpale ha tempi lunghi di consolidazione (può anche non consolidare) per problematiche circolatorie dell’osso. In fratture composte che potrebbero beneficiare di un trattamento incruento molto lungo (e a maggior ragione nelle fratture scomposte che sono per definizione chirurgiche) metodiche recenti  con vite percutanea possono risolvere il problema con limitato periodo di non uso della mano.

Dopo un intervento sulla mano quando posso lavarla?

Q: Dopo un intervento sulla mano quando posso lavarla?

A: In genere le ferite chirurgiche non vanno bagnate fino a desutura in modo da evitare rammollimento introflessione bordi con difficoltà di guarigione. Negli organi di movimento normalmente i punti di sutura vanno mantenuti 12 – 14 giorni.

Quanti giorni dopo intervento per tunnel carpale posso guidare l’auto?

Q: Quanti giorni dopo intervento per tunnel carpale posso guidare l’auto?

A: Se solo decompressione per tunnel carpale in mini open a tre quattro giorni di distanza dall’intervento con attenzione è possibile guidare. Non consigliabile attività lavorativa manuale pesante nel primo mese.

Dito operato per “scatto”

Q: Sono stato operato/a per dito a scatto. Lo scatto è scomparso ma l’area dell’intervento è tumefatta rilevata e dolente. Devo preoccuparmi?

A: Dopo tenolisi chirugica anche in mini open permane reattività cicatriziale. Il problema si risolve in genere biologicamente a sei mesi dall’intervento. Utile supporto fisioterapico.

Mani addormentate

Q: Di notte mi si addormentano entrambe le mani. E’ colpa del collo?

A: In genere una parestesia notturna irradiata ad entrambe le mani è di origine periferica. Se poi passa per un breve periodo “scuotendo” la mano è una sindrome del tunnel carpale che comunque può coesistere con patologia cervicale: in questo caso il quadro soggettivo è in genere peggiore.

Dolore alla base del pollice

Q: Ho dolore alla base del pollice di giorno e di notte: è il tunnel carpale?

A: Il dolore alla base del pollice in genere è riferito a problemi artrosici dell’articolazione basale del pollice stesso (articolazione trapeziometacarpale). Tale dolore in genere si esacerba nella manualità fine dei primi tra raggi digitali ed in genere è collegato con l’uso della mano.
Sempre nella stessa sede ma un poco più prossimale  comune è anche la tendinopatia detta di De Quervain: il dolore è dovuto a difficoltoso scorrimento di due tendini per il pollice a livello della prima puleggia degli estensori: se l’infiammazione è violenta tale dolore si può manifestare anche con mano a riposo e di notte. Il dolore del tunnel carpale è invece almeno all’inizio prevalentemente notturno con irradiazione pollice indice medio.

 

Rizartrosi

Q: Ho fatto una radiografia della mano da cui risulta che ho una rizartrosi. Ho dolore. Cosa devo fare?

A: La rizartrosi è l’artrosi dell’articolazione trapeziometacarpale del pollice. Se il quadro radiografico non è troppo compromesso, permane lo spazio articolare con anatomia conservata ed articolazione stabile, tutori infiltrazioni (acido ialuronico) e fisioterapia sono efficaci. Con articolazione instabile grossolane deformità e calcificazioni il trattamento chirurgico (artroplastica biologica in sospensione) è buona risposta per il paziente.

Malattia di De Quervain

Q: Ho fatto un’ecografia al polso mi hanno detto che ho la malattia di De Quervain. Cosa devo fare?

A: Se la forma è avanzata con tendinosi (sofferenza interna tendinea) tumefazione dolore importante la soluzione migliore è quella chirurgica in mini open ed immediato uso della mano. In casi iniziali tutori e fisioterapia possono risolvere il problema. Data la situazione anatomica della prima puleggia non è consigliabile ricorrere a trattamento infiltrativo.

 

Falange dell’ anulare piegata con impossibilità all’estensione

Q: Dopo un piccolo trauma quasi inavvertito mi sono accorta/o che l’ultima parte dell’anulare (o medio o mignolo o raramente indice) si era piegata con impossibilità all’estensione. Cos’è accaduto? Cosa devo fare?

A: Probabilmente in quanto indebolita da varie cause si è rotta la inserzione sulla terza falange dell’apparato estensorio con “caduta” in flessione della parte terminale del dito. Il trattamento consigliato è il tutore con blocco solo dell’ultima articolazione. Il tutore va mantenuto per due mesi. In casi inveterati con dolore, marcata flessione della terza falange iperestensione dell’articolazione interfalangea prossimale (swan neck) può essere consigliabile soluzione chirurgica.

Taglio al dito con perdita di sensibilità al polpastrello

Q: Mi sono tagliato/a con un coltello nella parte di sotto di un dito. Ho molto sanguinato. Ho perso sensibilità ad una parte del polpastrello. Cosa consiglia?

A: Vi è stata lesione del fascio vascolo nervoso (sono due ai due lati del dito). Se il dito funzione completamente senza dolore anche contro resistenza è probabile che i flessori (tendini) siano integri e che l’esplorazione chirurgica (sempre comunque con videat flessori) si debba limitare alla riparazione del fascio vascolo nervoso. In caso di impaccio funzionale e/o dolore contro resistenza in flessione vi sarà una lesione totale o parziale del/dei flessori da rivedere oltre a quella del fascio.

 

Dito della mano che si chiude con “scatto”

Q: Un dito della mia mano si chiude con “scatto” specie al mattino. Va operato?

A: Se la patologia – tenosinovite stenosante – dito a scatto -malattia di Notta – è iniziata da poco un programma medico fisioterapico eventualmente infiltrativo (massimo due infiltrazioni con cortisonico nella guaina tendinea) può risolvere il problema. Se invece la patologia è iniziata da tempo (alcuni mesi) con deficit alla completa estensione della articolazione interfalangea intermedia del dito interessato tumefazione e dolore un approccio chirurgico può essere consigliabile seguito da programma riabilitativo.